Le Donne nel digitale

Donne nel digitale

Differenza salariale, scarso interesse nella scelta di percorsi di studio di materie scientifiche e tecnologiche e alto numero di licenziamenti. È questo il quadro che si presenta se parliamo di Donne nel digitale. Siamo andati alla ricerca di dati perché siamo fermamente convinti che questa tendenza possa essere invertita aumentando la presenza femminile nelle professioni tech.

Lo scenario

Nel dicembre 2020, dopo 9 mesi di emergenza dovuta alla pandemia, sono 101 mila i lavoratori in meno.

Le classe più colpita è ovviamente quella dei lavoratori autonomi e a seguire i lavoratori a termine, non tutelati dal blocco dei licenziamenti tutt’ora in vigore.

Il dato può considerarsi prevedibile, data l’emergenza mondiale, se non fosse che, di questi 101 mila lavoratori in meno, 99 mila sono donne e solo 2000 gli uomini. (Fonte: Istat)

La causa principale è che il lavoro femminile in Italia è fragile: la maggior parte delle lavoratrici sono occupate in servizi, lavori precari o con mansioni per i quali ora è possibile licenziare per inattività.

Il Governo è impegnato a destinare parte del Recovery Fund ai servizi per agevolare le donne e all’imprenditoria femminile. Ma non è di questo che parleremo in questo articolo, noi una soluzione la vediamo e ce lo conferma l’Unione Europea.

Un segnale di speranza

“Le donne sono il vero potenziale dell’Unione Europea se tutti gli stati membri iniziassero una strategia di politica economica inclusiva. Colmare il divario di genere nelle posizioni digitali equivarrebbe ad un amento di ben 16 Miliardi del PIL europeo”.

Questa la stima del Comitato Economico Europeo (CESE) e, per raggiungere questo scopo, chiede a tutti li stati membri l’impegno di accrescere l’interesse verso le scienze, la tecnologia, l’ingegneria e la matematica (S.T.E.M) per stimolare la crescita dell’imprenditoria femminile digitale e affrontare gli stereotipi culturali.

Lo strumento principale di cambiamento suggerito dal CESE è la formazione che possa garantire “alfabetizzazione digitale” già dalla scuola dell’infanzia per prevenire gli effetti sociali e culturali che fanno prendere le distanze alle donne dai mestieri digitali.

Se siete donne e state leggendo questo articolo sicuramente avete già abbattuto tantissime barriere culturali e state manifestando forte interesse nel digitale. Andiamo quindi a guardare i dati, redatti da uno studio della Commissione Europea, con la promessa che, dopo averli letti, ci darete una mano ad invertire tutte le classifiche!

Lo studio Women in Digital (WID)

La Commissione Europea ha istituito un osservatorio per monitorare la partecipazione delle donne nell’economia e nella società digitali.

Il quadro di valutazione disegna le prestazioni degli Stati membri in 3 macro settori:

  • Uso di Internet
  • Competenze degli utenti
  • Competenze specialistiche e dell’occupazione

E il diagramma complessivo europeo di questi macro indicatori è il seguente:

Il nostro paese si attesta quindi al 25° posto, seguito solamente da Grecia, Romania e Bulgaria.

I 12 indicatori di Women in Digital

Ciascuno delle 3 macro aree di studio è stato suddiviso in indicatori. Sono 12 in totale e i risultati riportati per quanto riguarda l’Italia sono questi:

I dati evidenziano un notevole divario in tutte e 3 le macro-aree tra uomini e donne ma nel complesso un dato positivo c’è: sta notevolmente diminuendo il digital divide negli ultimi 10 anni.

L’ultimo grafico riguarda la presenza di donne specializzate nei settori ICT dove l’Italia ha una percentuale di 14,8% rispetto ad una media europea di 17,7%. Sono dei dati ancora notevolmente bassi.

Conclusioni

Ora che abbiamo tutte le classifiche sta a noi cambiare il corso degli eventi. Nel nostro piccolo, Epicode School ha da subito dimostrato una forte presenza femminile all’interno delle proprie classi. Il nostro corso che si sta svolgendo ora ad indirizzo Front End Developer ha il 40% di presenza femminile tra gli iscritti.

Questi dati ci fanno ben sperare che il futuro che stiamo costruendo insieme possa contribuire a raggiungere gli obiettivi della Comunità Europea. Noi ce la stiamo mettendo tutta, voi? Vogliamo un futuro pieno di donne nel digitale!

Fonte: Women in Digital- Eurostat

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