Imparare a programmare

Le skill di coding sono un requisito quasi essenziale per potersi inserire in diversi contesti lavorativi.  La programmazione è quell’insieme di tecniche che consentono al developer, tramite l’impiego di linguaggi appositi, di realizzare software in grado di svolgere determinati compiti o task.

Indice

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Imparare a programmare da zero: familiarizzare con i principali paradigmi

Per entrare nel mondo dello sviluppo software è necessario innanzitutto selezionare un linguaggio da apprendere. Ne esistono veramente tanti e ognuno di essi adotta una serie di paradigmi specifici. Vediamo in breve quali sono i più diffusi:

  • imperativi: i developer che adottano un linguaggio imperativo vanno ad indicare le istruzioni esatte che la macchina dovrà eseguire per completare il task desiderato.
  • Orientati ad oggetti: tale paradigma va ad unificare le strutture di dati e le funzioni, cioè i blocchi di codice sorgente, in un unico elemento chiamato classe.
  • Procedurali: questa tecnica di sviluppo prevede che, durante la scrittura del programma, vengano scritti dei blocchi di codice, le funzioni, con al proprio interno una serie di istruzioni che eseguono un compito specifico. Durante l’esecuzione del programma il coder ha la possibilità, quando lo ritiene necessario, di richiamare le funzioni invece di riscrivere il medesimo codice più volte. 
  • Scripting: una famiglia di linguaggi che permette di automatizzare compiti lunghi ed spesso ripetitivi. Per creare uno script il developer inserisce all’interno di un unico file un elenco di comandi che vengono attivati, in sequenza, in seguito ad un determinato evento.

 

I linguaggi moderni vengono spesso definiti come multi-paradigma, questo perché supportano più metodologie di programmazione che possono essere adottate dal programmatore in base alle esigenze del progetto software.

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Scegliere l’ambito in cui specializzarsi

Prima di iniziare a studiare un determinato linguaggio di programmazione è bene scegliere una delle branche dello sviluppo software, ovvero:

  • Desktop: i software per PC, solitamente scritti tramite un linguaggio nativo del sistema operativo, come ad esempio il C#.
  • Web: le applicazioni eseguite all’interno di un browser che vengono realizzate con linguaggi specifici come HTML, Javascript e PHP.
  • Mobile: le applicazioni che utilizziamo sul nostro smartphone. Attualmente il mercato mobile è dominato da due sistemi operativi ovvero Android, dove si utilizzano Kotlin e Java, e iOS, che invece adotta Swift.
  • IoT/Domotica: Per i device embedded e le piccole board ARM è consigliabile scegliere linguaggi che consentono un’ottimizzazione minuziosa dei consumi delle risorse hardware, come C/C++ o Python. 

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I concetti base dei linguaggi di programmazione

I linguaggi condividono delle logiche e dei concetti base comuni che vanno compresi prima i poter sviluppare correttamente. Di seguito una loro breve presentazione: 

  • variabili: dei contenitori di dati che possono essere modificati durante l’esecuzione di un programma. Le variabili vengono etichettate con dei nomi in modo tale da essere facilmente identificabili dal developer. 
  • Costrutti condizionali: quelle azioni che vengono eseguite solo se si verifica una determinata situazione. Il costrutto condizionale più noto è certamente “if-then-else” ovvero “se è cosi allora succede questo, altrimenti..”.
  • Funzioni: un’altra forma di costrutti. Le funzioni sono pensate per dare la possibilità allo sviluppatore di raggruppare in un unico blocco di codice un set di istruzioni, che servono a portare a termine un determinato compito. Volendo semplificare al massimo è possibile pensare alle funzioni come dei piccoli programmi presenti all’interno di software più articolati.
  • Input di dati: si tratta dei dati che l’utente immette all’interno di un applicativo per poterlo utilizzare. 
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Iniziare a programmare: scriviamo il nostro primo “Hello World”

Per imparare a programmare è ovviamente necessario acquisire dei concetti base che sono propedeutici per poter iniziare a scrivere del codice. Prima di tutto è bene iniziare a studiare il funzionamento di alcuni tool messi a disposizione dai moderni sistemi operativi. Gli utenti che utilizzano quotidianamente Windows probabilmente non avranno dimestichezza con l’uso della shell, chiamata anche interprete dei comandi o Terminale, ovvero quello strumento che consente all’utente di lanciare specifici comandi da far elaborare al computer.

Il Terminale è quindi un tool essenziale per chi deve programmare. Grazie ad esso è possibile avviare script, ovvero un insieme di comandi concatenati, avere un riscontro della loro efficacia e dei relativi problemi emersi durante l’esecuzione. 

In buona sostanza tramite la shell è possibile generare un ambiente con cui sviluppare, eseguire e testare programmi. Da Terminale, inoltre, si possono anche installare e gestire le librerie di sviluppo ed i framework dei relativi linguaggi di programmazione.

In Rete sono disponibili vari tipi di shell, quella più famosa ed utilizzata si chiama bash, ovvero l’emulatore di terminale di riferimento dei sistemi operativi Unix-like, come ad esempio le distribuzioni Linux e MacOS. Bash è disponibile anche per Windows tramite la funzionalità chiamata WSL (Windows Subsystem for Linux). Dopo aver installato e configurato bash è possibile iniziare a prendere mano con i principali comandi e con la relativa sintassi digitando le istruzioni man o help

Una volta compreso il funzionamento della shell è possibile selezionare un IDE (Integrated Development Environment) ovvero un software molto avanzato che da accesso ad un ambiente di sviluppo semplificato e pronto per l’uso. Su internet sono disponibili centinaia di IDE, quello che attualmente riscontra il maggior successo tra i programmatori è Visual Studio Code, di Microsoft.

Quindi se si desidera iniziare a sperimentare con la programmazione è possibile cominciare a scrivere qualche semplice script tramite l’IDE installato sul PC. Come primo esercizio i principianti realizzano un piccolissimo programma che ha la funzione di stampare a schermo la scritta “Hello World”. 

Il modo più semplice per eseguire tale esercizio è utilizzare uno script bash. Per prima cosa è necessario aprire l’IDE e scrivere:

#!/bin/bash

echo “Hello World”

Salviamo il file, nominandolo hello.sh, e successivamente, tramite la shell, posizioniamoci nella directory dove abbiamo salvato lo script:

cd cartelladelloscript

Ora si dovranno concedere i permessi di esecuzione allo script:

chmod+x hello.sh

Fatto questo è possibile avviare lo script:

./hello.sh

L’output che verrà visualizzato dovrebbe essere simile a questo:

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Come diventare sviluppatore: i corsi online

Intraprendere la carriera di sviluppatore software non è complicato. Chiunque, con impegno e costanza, può apprendere delle skill di coding.

Se stai considerando di intraprendere la carriera da sviluppatore software allora Epicode farà al caso tuo.

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Il corso, completamente online, si struttura in modalità “Bootcamp” e ha la durata di 3 mesi. I docenti di Epicode sono professionisti del settore e adottano un approccio didattico rivoluzionario che ti insegnerà a pensare fuori dagli schemi. L’apprendimento delle skill è basato su progetti pratici e il focus primario delle lezioni sarà sulla scrittura del codice, non solo sulla teoria.

Al termine del percorso di studi proposto da Epicode si avrà la padronanza completa del mondo della programmazione Web, sia front-end che back-end, dei protocolli di rete e dei database SQL.

 

In conclusione

Saper programmare e è ormai essenziale per potersi inserire in molteplici settori lavorativi. La figura del programmatore è oggi di vitale importanza per milioni di aziende in tutto il mondo, dunque la richiesta di questi professionisti non farà che salire nei prossimi anni. Apprendere le principali tecniche di programmazione permetterà quindi di rendersi maggiormente appetibili nel mondo del lavoro.

Inoltre le skill di coding consentono di avere una maggiore comprensione delle applicazioni e delle logiche che sono alla base delle principali tecnologie di Internet e dell’Informatica.

Chi desidera imparare a programmare prima dovrà di tutto familiarizzare con i principali paradigmi di programmazione, ovvero i linguaggi: imperativi, orientati ad oggetti, procedurali e scripting. Successivamente sarà necessario adottare una giusta prospettiva, comprendendo che l’obiettivo della programmazione è quello di risolvere un problema tramite l’elaborazione di un determinato applicativo.

Se si desidera intraprendere una carriera da sviluppatore software si dovrà inoltre selezionare la propria area di specializzazione (desktop, mobile, Web e IoT) ed apprendere i concetti di base (variabili, funzioni, costrutti condizionali e input di dati) iscrivendosi ad esempio ad un corso online dedicato come quello offerto da Epicode School.

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